Tempo  unha hora 8 minutos

Coordenadas 496

Fecha de subida 4 de noviembre de 2019

Fecha de realización noviembre 2019

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350 m
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3,41 km

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preto de Blera, Lazio (Italia)

da wikipedia
Blera (Bieda in dialetto blerano) è un comune italiano di 3 255 abitanti in provincia di Viterbo, nel Lazio. Si ipotizza che il nome abbia origine dall'etrusco Plaise-ra, "la (città) di Plaise", in cui Plaise era un nome etrusco di persona, attestato dal gentilizio Plaisena (famiglia orvietana, di cui sono note tre tombe in una delle sue necropoli) e da una fuseruola del IV sec. a.C. trovata in una tomba a Genova[3].
Gonfalone del Comune di Blera
Vista panoramica
Palazzo Lattanzi - Ex Sede del comune di Blera
Tomba a dado necropoli della Casetta
Indice

1 Geografia fisica
1.1 Territorio
1.2 Clima
2 Storia
2.1 Simboli
2.2 Onorificenze
3 Architetture religiose
4 Società
4.1 Evoluzione demografica
4.2 Tradizione e folclore
4.3 Religione
4.4 Istruzione
4.4.1 Scuole
4.4.2 Musei
4.4.3 Biblioteche
4.4.4 Stampa
5 Infrastrutture e trasporti
5.1 Ferrovie
5.2 Strade
5.3 Mobilità
6 Amministrazione
7 Università Agraria di Blera
8 Sport
8.1 Calcio
9 Note
10 Voci correlate
11 Altri progetti
12 Collegamenti esterni

Geografia fisica
Territorio

Il territorio si eleva su 260 metri di altezza. Il paese si trova su un piccolo rilievo.
Clima

Classificazione climatica: zona D, 1900 GR/G
Storia

Le origini di Blera sono databili intorno all'VIII-VII secolo a.C., come dimostrano le numerose necropoli site intorno all'abitato. Sebbene sul pianoro della città siano stati rinvenuti resti attribuibili ad un importante insediamento della tarda età del bronzo, l'abitato storico non sembra prosperare in diretta continuità con quello. Infatti solo dopo un periodo di apparente abbandono del territorio (X-IX secolo a.C., periodo iniziale del Primo Ferro, in cui la maggior parte della popolazione concorre a formare i centri protourbani costieri), è documentata la nuova e prolungata fase di occupazione dello sperone di roccia tufacea alla confluenza dei torrenti Biedano e Rio Canale. Il nome latino Blera, citato da diverse fonti dell'epoca (Strabone, Plinio il Vecchio,[4] Tolomeo, Tabula Peutingeriana), si conserva fino al Medioevo quando troviamo Bleda, quindi Bieda, fino al 1952, allorché la città riassume il nome originario.

Il periodo più importante del paese è certamente quello etrusco, nell'epoca arcaica (VII-V secolo a.C.), quando, sotto l'influenza di Tarquinia e poi di Cerveteri, raggiunge quella floridezza, che viene dimostrata dalle vaste necropoli che lo circondano. In quell'epoca Blera si trovava in corrispondenza di un crocevia di itinerari che collegavano Cerveteri e Tarquinia ad altre città dell'interno, come Norchia, Tuscania, Castel d'Asso, Volsinii (Orvieto), Veio. L'importanza di Blera continuò anche durante l'età Repubblicana ed Imperiale Romana, quando era attraversata dall'antica via Clodia, strada consolare che percorreva la Tuscia collegando Roma a Cosa. Di questa via, oltre a diversi tratti incassati nel tufo restano i due ponti (del Diavolo e della Rocca) rispettivamente del I e II secolo a.C. In epoca imperiale Blera fu elevata al rango di Municipio ed ebbe quindi suoi propri magistrati. Di quel periodo sono diversi mausolei e numerosi resti di ville rustiche disseminati nella campagna circostante. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente inizia anche la decadenza della città.

Blera fu tra le prime diocesi ed ebbe propri vescovi dal 457 al 1093, quando venne unita alla diocesi di Toscanella (odierna Tuscania); nel 1192 fu unita a quella di Viterbo. La tradizione indica in San Vivenzio (odierno protettore del paese) il primo vescovo. A Blera visse anche, tra il IV e V secolo San Sensia Martire.

A Blera è nato papa Sabiniano I (604-606); per qualche tempo si è ritenuto di Blera anche Papa Pasquale II (1099-1118), di Bleda in Romagna (si veda la permanenza del toponimo urbano di Piazza dei Papi).

Nel 739 venne occupata dai Longobardi del Re Liutprando, che la strappò insieme con Ameria (Amelia), Orte e Polimarzio (Bomarzo) al Ducato Romano[5].

Nel 772 subì la prima distruzione, dopo un assedio, da Re Desiderio, per risposta a Papa Adriano I che aveva richiesto la restituzione dei territori occupati dai Longobardi. Dal XIII al XV secolo appartenne alla famiglia dei Prefetti di Vico. Nel 1247, per rappresaglia contro questa famiglia, l'esercito di Federico II di Svevia, comandato da Alessandro Calvelli, nel quadro delle lotte tra guelfi e ghibellini, la distrugge. Dopo l'estinzione dell'ultimo membro di questa famiglia Blera viene data in feudo, nel 1400, da Bonifacio IX ai conti Francesco e Nicola Anguillara. Dopo la deposizione dei loro successori, per dissidi con papa Paolo II, nel 1465, la città rimarrà sotto la reggenza della Santa Sede fino al 1516; del 1515 è il primo degli Statuti Comunali rimasti. Nel 1516 il papa Leone X la dona, come feudo, a Don Lorenzo Anguillara di Ceri e sotto questa famiglia rimarrà fino al 1572, anno della morte senza eredi del figlio di Lorenzo, Don Lelio. Da allora fino al 1870 sarà governata dalla Camera Apostolica.

Con l'avvento del Romanticismo e la rivalutazione delle civiltà antiche, il paese viene descritto in diverse pubblicazioni sugli Etruschi, di cui la più famosa resta quella di George Dennis, The cities and cemeteries of Etruria. Nel 1914 è meta di una missione archeologica tedesca, che pubblica un approfondito studio sulla città, quindi a cavallo degli anni cinquanta e sessanta l'Istituto Svedese di Studi Classici, anche con la partecipazione diretta del re di Svezia, Gustavo VI Adolfo, inizia uno studio sistematico che porterà alla valorizzazione del villaggio protostorico ed etrusco di San Giovenale e di quello di Luni sul Mignone.
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Sitio arqueolóxico

BELVEDERE

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PETROLO

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Comune Di Blera

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